Del vecchio e del nuovo

Fine anno, tempo di resoconti; ho cominciato per tempo perché poi la sera del 31 sarò troppo impegnata a contare le mozzarelline e a dividere le soppressate nei piatti per riflettere sul senso della vita. Soprattutto perché contare le mozzarelline e mangiarle di nascosto quando la zia di turno si gira richiede una concentrazione e una prontezza di riflessi che esercito solo in questa fondamentale circostanza.

Ad ogni modo, quest’anno sulla bilancia, oltre ai chili di mozzarella di cui mi sono indecentemente ingozzata negli ultimi dodici mesi, posso mettere un bel po’ di roba sul piatto dei pro. Fra le cose più importanti c’è questo blog, che sposta notevolmente l’ago della bilancia, perché bastano pochi racconti e un modesto numero di lettori per farmi arrossire di gioia.  Non è facile starci dietro ma mi piace, ho abbandonato definitivamente l’idea dello scrittore che sta seduto in poltrona a sorseggiare il suo the, levigando parola per parola le frasi che mette insieme sullo sfondo di un orizzonte sfumato: io scrivo nei ritagli di tempo, in treno, autobus, macchina, aereo, seduta su bordi dei marciapiedi mentre aspetto il bus, sulle panchine, in aula dell’università, a letto, sul divano e qualche volta anche in poltrona, ma al massimo con una camomilla. Mi è capitato di scrivere anche nei camerini di un teatro, di recente. Sì, perché il teatro è l’altro grande sacco carico di pro che scarico sulla bilancia quest’anno: devo fare attenzione, comincia a scricchiolare di brutto.

Come una melodia che cresce piano, che all’inizio nemmeno te ne accorgi, che un giorno dopo l’altro aumenta un po’ di volume fino a quando ti ritrovi a canticchiarla distrattamente; che poi aumenta ancora fino a quando non puoi più ignorarla, e ancora finché non puoi fare a meno di farti trascinare e abbandonarti alla musica: così il teatro è entrato nella mia vita. C’è un prima e un dopo il teatro, per me: non a caso ho aperto il blog con questo post, subito dopo la mia prima esperienza teatrale, e non a caso scrivo tutto questo adesso, che ho appena terminato la seconda. Il teatro è quel posto meraviglioso in cui le parole sono più sonore, i colori più vividi, le emozioni più intense, che tu sia sul palco a condividerle con pochi e cercare di comunicarle a molti, o che tu sia in platea a lasciartene catturare.

Ma torniamo a noi: questo titolo mi impone dei contenuti ben precisi, e siccome del “vecchio” ho già parlato abbastanza, siamo giunti al “nuovo”, ovvero cosa succederà nei prossimi mesi a Misselthwaite Manor.

Sono lieta di annunciarvi che, a grande richiesta, ritornano i racconti de Le memorie di Jean-Claude: questo Natale io e lui trascorreremo le vacanze insieme e mi farò raccontare dei progressi di Nina in questi mesi e dell’avventura alla scoperta del mondo che stanno iniziando insieme.

In queste festività, se tutto fila liscio, spero di poter recuperare Il telegrafo; è una sezione a cui tengo molto ma che è sempre difficile perché mi mette davanti alla necessità di “cambiare voce”. Ho un sacco di idee, sperimenterò: avrete presto mie notizie via lettera.

Infine, c’è un’ultima novità, che in realtà è il motore primario di questo post. Questo mercoledì, nella sezione Racconti e sotto il tag imieisensi pubblicherò il primo di una serie di racconti che fanno parte di un mio piccolo “esercizio”. L’idea è cercare di raffigurare episodi o vicende della vita attraverso uno dei sensi che non sia la vista; spesso ci affidiamo, io per prima, solo agli occhi per raffigurare le cose che ci circondano come se le volessimo fotografare, mentre quello che voglio offrire è una prospettiva diversa, il prima e il dopo lo scatto, un mondo bendato e raccontato attraverso l’esperienza sensoriale a tutto tondo. Dedico questo progetto ad AttorInCorso, alla regista, ai miei insegnanti e ai miei compagni nel percorso teatrale, per avermi mostrato un’altra prospettiva, per avermi spinto a vivere le emozioni nella totalità e rappresentarle con tutto il corpo, per avermi insegnato che si può conoscersi e riconoscersi anche ad occhi chiusi.

Sento scricchiolare di nuovo in sottofondo: un’ultima spolveratina di pro data da amici e parenti e la mia bilancia sta per cedere definitivamente. Quest’anno non riesco proprio a trovare dei contro…

Buon bilancio a tutti voi,

Vostra Pervinca

 

Credits : foto da Pixabay.

 

 

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