Broccoli

Broccoli. Broccoli bolliti, ad essere precisi.

Li riconosco subito, non esito nemmeno per un attimo: un inconfondibile “aroma” di broccoli bolliti scivola come un nastro sottile sotto il mio naso, srotolandosi per la strada silenziosa nel caldo di mezzogiorno. Casa tua odorava sempre di broccoli bolliti, a febbraio, e di carciofi a marzo, di bieta ad aprile e così per ogni mese dell’anno, i legumi d’inverno e le zucchine d’estate; c’era sempre qualche pentola che sobbolliva sui fornelli, soffiando fumo da sotto il coperchio. È di stagione, dicevi, quindi va mangiato adesso; non ti piaceva congelare le cose, ché poi non avevano sapore né odore, e infatti nel freezer ci tenevi solo la crema di limoncello e i gelati per i bambini, quelli col biscotto.

Ogni volta che passo per questa strada, ti penso. Sarà che qui c’è sempre qualcuno che cucina, sarà che l’abbiamo fatta mille volte insieme, per mano prima e poi a braccetto, per arrivare a casa tua. La penultima in fondo, coi vasi sui balconi: anche ora che non ci abiti più qualcuno ha conservato i cespugli profumati di gerani e di piante aromatiche, soprattutto quello della salvia al piano terra che prospera rigogliosa sul davanzale del salotto.

C’è questa stanza della casa, il salotto, questa stanza dove stavi sempre tu, che non so dirti se è la stanza che profuma di te o tu ci sei stata così tanto da prendere il suo profumo. Come una mela tagliata in due e dimenticata in frigo, che assorbe gli odori – me lo hai insegnato tu. Stavi lì intere giornate, ad arrotolare gomitoli di lana e sferruzzare coperte lunghissime, in silenzio quando non c’eravamo noi, e spesso anche quando noi c’eravamo perché facevamo abbastanza chiasso da soli. Ogni tanto ti alzavi per sgranchirti le gambe, andavi in camera da letto e aprivi l’armadio alto per prendere uno scialle – a stare lì ferma per ore ti infreddolivi – e una ventata di lavanda sfuggiva insinuandosi fra le ante e si diffondeva tutto attorno. Una nuvola di profumo così intensa che pareva di vederla.

Giro l’angolo e casa tua non si vede più; anche l’odore dei broccoli è svanito, portato via da un venticello freddo che adesso mi accarezza la nuca e mi fa rabbrividire. Mi stringo di più nella sciarpa di lana azzurra che mi hai fatto tu quando ero bambina: e mi sento ancora avvolgere dal calore e da un leggero profumo di lavanda.

Credits: Photo by Gaelle Marcel on Unsplash

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