Ambra

Da un tema di I liceo

Immagina un personaggio per un tuo racconto, descrivilo presentandolo ai tuoi lettori nella sua prima apparizione sulla scena, cercando di mettere in relazione il suo aspetto fisico con i tratti del suo carattere e con il tipo di vicenda di cui sarà protagonista.

Svolgimento

Rumore di bicchieri che cozzano, risate, chiacchiericcio, e in sottofondo, coperta dal rumore, una blues band che suonava “Love in vain”. Ambra respirava piano e ascoltava in silenzio attraverso la porta dello stanzino da dove attendeva di entrare in scena. Aprì un poco la porta. Una lama di luce penetrò, illuminando in un angolo il corpo di Sibilla Smith, la giovane vedova dell’impresario morto poche settimane prima per “cause naturali”. Così avevano detto i giornali, ma Ambra sapeva che era un’altra la ragione: Smith aveva deciso di uscire dal giro del traffico di droga tra i grandi nomi, e aveva pagato il prezzo di che sa troppo. Nel salone i lampadari di cristallo diffondevano una luce esagerata, le cameriere che servivano ai tavoli con i loro vestitini corti e scollati amplificavano il contrasto con il panorama innevato che si scorgeva dalle grandi finestre coperte solo in parte da pesanti tendaggi. L’intera sala trasudava lusso e sfarzo in ogni dettaglio. Non poteva essere diversamente, dato che ospitava un convegno fra i più famosi (e i più ricchi) magnati della finanza internazionale: seduti ai tavoli una cinquantina di uomini in smoking, accompagnati dalle loro mogli, alle entrate una decina di guardie del corpo. Nel frastuono e nella confusione nessuno si era accorto che la porta di uno stanzino in un angolo si era aperta e da lì era uscita una donna di una bellezza da mozzare il fiato: indossava un tubino discreto lungo fin sopra il ginocchi, che assecondava le linee morbide e sinuose del suo corpo, lasciando indovinare un fisico asciutto, un addome scolpito , una muscolatura allenata; aveva la carnagione chiara dei Paesi dell’Est Europa, e i capelli scuri come la notte che mettevano in risalto il candore della pelle e i tratti delicati del suo viso. Ma la cosa che la rendeva realmente unica erano gli occhi: occhi profondi, del colore dell’orizzonte sul mare, pieni di sfumature, attraenti e velati di tristezza, ma letali. Erano gli occhi di una spia. Nessuno l’avrebbe mai capito: il nome di Ambra era molto celebre nel campo dello spionaggio, ma nessuno ne conosceva il vero volto. Ma adesso si mostrava com’era realmente perché quella sera aveva un conto da saldare. Per tutti sarebbe stata la Smith, la vedova che voleva evitare di fare la fine di suo marito e quindi si immischiava in traffici più grandi di lei, ma per Ambra l’obiettivo era un altro. La sua pochette di raso non conteneva gli effetti personali di una donna comune, ma alcune fra le più potenti armi spionistiche dell’intero globo terrestre. Ma nessuno lo sapeva. E nessuno doveva saperlo. Quindi Ambra cominciò la commedia. Si finse la vedova triste, che aveva difficoltà a ricominciare, si fece consolare dalle mogli e inscenò anche un principio di pianto. La serata trascorreva tranquilla, e dentro di lei Ambra esultava. Sentiva il sangue pompare forte nelle vene, la tensione che saliva. Dopo la cena gli uomini si ritirarono a discutere di “affari”; stava per avvenire il più grande scambio di droga del secolo e a beneficiarne sarebbe stata la sua preda, il più importante fra gli uomini di quella sera: Markus Skint, l’imprenditore russo che aveva tolto la vita a suo fratello. E suo fratello era il padre di Ambra. Lei si defilò con la scusa della toilette dalle altre donne, e si avvicinò al tavolo degli uomini, su cui stavano due valigette. Una conteneva la droga, l’altra i soldi. Markus Skint sorrideva feroce ad un capo del tavolo, ma il sorriso si sciolse presto sul suo viso quando sentì la pistola di Ambra puntata alla tempia. Dalle porte irruppero più dii ottanta uomini dei Servizi Segreti, entrati ad un segnale di Ambra. Skint era in gabbia. E per Ambra era arrivata l’ora della vendetta. Ma la sua mano tremava sul grilletto: era giusto uccidere chi aveva commesso lo stesso delitto? Era giusto lavare con il sangue il suo dolore?

Credits: foto da Pexels.

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