Misselthwaite Manor

Misselthwaite Manor

Benvenuti a Misselthwaite Manor, una storia in ogni stanza.

Gaia

And in those places in nature where we get an emotion, we find that there is generally a corresponding complexity and mystery about it.”

R. P. Feynman, “The Feyman Lectures on Physics ” – vol. 2, ch. 9.

 


 

– … e quindi Martina mi ha detto che non può più frequentare Paolo perché Sandra non accetterebbe che una delle sue amiche si vedesse con un amico di Matteo…

– Ah-ah…

-… dal momento che lei non vuole avere più niente a che fare con gente come quella, e allora io le ho detto “Sandra, stai esagerando, non mi sembra il caso di generalizzare, Paolo non è Matteo e Matteo non è Paolo, cioè, non sono mica la stessa persona, sai?”…

– Certo…

-…e lei ha iniziato con quella sua storia su Matteo che a suo dire socializza un po’ troppo e un po’ troppo spesso ed è sicuramente spinto dal suo gruppo di amici, ma io dico: tu sei tu, non dipendi mica da chi ti circonda, no?

– Mh-mh…

– …Ma mi stai ascoltando?

– Come no.

– Ho come l’impressione che da quando siamo arrivati al bivio in cui abbiamo preso questo sentiero tu abbia smesso di ascoltarmi, oltre che di parlare. Dì un po’, che ti passa per la testa?

– Niente, un bel niente. E dico ‘un bel niente’ perché questa sensazione non avere niente in testa è davvero bellissima. La ritrovo in pochi frangenti e uno di quelli è quando vengo da queste parti.

– Sì, niente in testa, non ci credo. Non penso di esserci mai riuscita, Dio solo sa quanto lo vorrei a volte. Svuotarmi la testa da tutte queste faccende, con Martina che mi assilla e Sandra che sta diventando insopportabile, e anche Paolo che…

– Provaci.

-Mh, ci provo, vediamo. Libera la mente, non pensare a niente, liiiibera la mente… No, non ci riesco.

-…

– Pensi che non ci stia provando abbastanza,vero? Lo sapevo io. Allora dimmi, dimmelo tu qual è il tuo segreto! Senza star lì a fare lo stilita che guarda dall’alto con fare onnisciente e imperturbabile. Che mi fai solo invidia!

– Comincia con lo stare un po’ zitta.

– … se non ti andava di portarmi con te potevi dirmelo subito, non era necessario portarmi alle pendici di un vulcano per umiliarmi.

– Non sto affatto cercando di umiliarti. Ti sto dando un consiglio. Applicalo senza fare domande, una buona volta, e me ne darai ragione.

– …

– …

-… e adesso? Adesso cosa faccio?

– Sei impossibile: devo dirti proprio tutto. Stai in silenzio e ascolta, apri le orecchie e dimmi cosa senti.

– …

– …

– Sento il vento che ulula fra i tornanti.

– Oh, è Gaia che canta.

Gaia? E ora cos’è questa storia?

– Shh, continua ad ascoltare. Cos’altro senti?

– Sento il ruscello che gorgoglia in lontananza.

– È Gaia che chiacchiera. Ha sempre qualcosa da dire anche lei, peggio di te. Che altro?

– Sento le foglie degli alberi agitarsi.

– È Gaia che si pettina. Per la cronaca, ti comunico che siamo quasi arrivati a destinazione.

– Oh, era ora! Sono ore che camminiamo, spero che ne sia valsa la pena.

Che altro senti, brontolona?

– Sento… sento il mio stomaco che brontola. Non sono io, è lui.

Fra poco non avrai più fame. Un’altra curva e vedrai, eccoci…

– …

-…

-…

– È bellissimo, vero?

Mi fa paura ma… mi sembra di essere stata qui da sempre.

-…

-…

– Cosa senti adesso?

– Sento il vulcano che sbuffa.

– È Gaia che respira.

– …

– Chiudi gli occhi e respira anche tu. Come ti senti?

– Mi sento viva. Viva.

– È Gaia che è viva.


Questo racconto è stato ispirato da una suggestiva teoria olistica di fine anni 70 che prende il nome di Ipotesi Gaia, a partire dalla quale sono stati sviluppati modelli di interpretazione della natura in molti campi della scienza. Secondo questa ipotesi, Gaia è  l’insieme dei viventi che popolano il pianeta Terra, che tendono a modificarsi autonomamente ed evolversi in modo da mantenere il pianeta compatibile con la vita.
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Credits: Photo by Nik MacMillan on Unsplash

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Questo blog è uno spazio di scrittura per me e di lettura per voi, ritagliato fra le cose da fare, le liste della spesa, le chiavi perdute: dieci minuti per scrivere, dieci minuti per leggere, dieci minuti per sbirciare nella serratura di porte sempre nuove ed entrare anche solo per poco nelle storie di altri. Per saperne di più, fate un salto qui: Del perchè ho aperto questo blog.

Io sono Pervinca, immaginatemi pure con i fiori fra i capelli e uno strano e anacronistico vestito a pois con le maniche a sbuffo, gli occhiali grandi e un taccuino sempre in mano. E gli occhi spalancati a guardare il mondo.